In occasione di COMBO – Festival di pedine, dadi e carte, apre al pubblico Un gioco da ragazze, la mostra che racconta il talento di quattordici game designer, italiane e internazionali, che hanno saputo affermarsi in un ambito ancora oggi poco rappresentato al femminile. Negli spazi Mostra di Morel Milano, si mette in luce i loro percorsi, le idee e gli sguardi che hanno contribuito a rinnovare il gioco da tavolo contemporaneo.
Ogni autrice è presentata attraverso una breve biografia e il titolo che meglio ne incarna il contributo creativo e il successo. Ne emerge un panorama ricco, originale e sorprendente, capace di unire sensibilità progettuale, invenzione e visione: un percorso che mostra come queste autrici abbiano lasciato un segno profondo nella cultura del gioco.
LE AUTRICI IN MOSTRA
Elizabeth Magie Phillips
È la figura che apre la storia del gioco da tavolo moderno. All’inizio del Novecento ideò The Landlord’s Game, brevettato nel 1904: un progetto critico e pedagogico, ispirato alle teorie economiche di Henry George, pensato per rendere visibili gli effetti della concentrazione della ricchezza e del monopolio fondiario. Nei decenni successivi quel sistema venne modificato e trasformato fino a diventare il modello da cui sarebbe nato Monopoly. La sua vicenda racconta come un’autrice pioniera sia stata a lungo oscurata da una storia ufficiale costruita altrove: oggi il suo lavoro è riconosciuto come uno dei passaggi decisivi nella genealogia del board game contemporaneo.
Leslie Scott
È la designer che ha dato forma a Jenga, uno dei giochi più iconici e universalmente riconoscibili del nostro tempo. Nato da una pratica ludica familiare e trasformato in progetto editoriale nei primi anni Ottanta, il gioco condensa in una struttura essenziale tensione, equilibrio e partecipazione collettiva. Con pochi elementi e una regola immediata, Scott ha creato un’esperienza capace di attraversare età, culture e contesti diversi, dimostrando come un’intuizione minima possa generare un oggetto ludico di portata globale.
Inka Brand
È una delle firme più autorevoli del game design europeo contemporaneo. Insieme a Markus Brand ha costruito un percorso capace di muoversi tra generi diversi – dal gioco strategico all’enigma narrativo – mantenendo grande chiarezza progettuale e forte accessibilità. Il suo nome è legato a titoli come Village e Rajas of the Ganges, e soprattutto alla serie EXIT, che ha contribuito a ridefinire l’esperienza dell’escape room in formato domestico, diventando un caso internazionale con decine di milioni di copie vendute nel mondo.
Flaminia Brasini
È una delle voci più autorevoli del game design italiano contemporaneo. Il suo nome è legato ad alcuni tra gli eurogame più apprezzati degli ultimi anni, come Lorenzo il Magnifico, Coimbra, Egizia e Golem, titoli che mostrano una notevole capacità di coniugare profondità strategica, equilibrio e leggibilità progettuale. La sua traiettoria racconta una presenza femminile rara ma decisiva in un ambito ancora fortemente segnato da firme maschili.
Stefania Niccolini
È una delle poche autrici italiane ad avere costruito un profilo riconoscibile nel panorama del gioco da tavolo contemporaneo. Il suo nome è associato soprattutto a ZhanGuo, titolo strategico che ne mette in evidenza l’attenzione per l’architettura delle meccaniche e per la costruzione di sistemi di gioco complessi ma coerenti, in un settore dove le firme italiane femminili restano ancora limitate.
Simona Greco
Rappresenta una generazione più recente del game design italiano, attiva in una scena che negli ultimi anni ha dimostrato grande vitalità e apertura. Il suo nome è legato a Top Drop, titolo che unisce immediatezza, leggerezza e cura nella costruzione dell’esperienza di gioco, e che testimonia una presenza femminile sempre più visibile e incisiva.
Marta Ciaccasassi
Occupa una posizione interessante nel panorama italiano perché unisce attività di design, sviluppo e lavoro editoriale. Il suo nome è legato a Icaion, progetto che evidenzia una forte attenzione alla costruzione di mondi e alla stratificazione delle meccaniche, e che mostra bene come il game design contemporaneo sia spesso il risultato di una pratica ampia, in cui creatività e lavoro editoriale dialogano costantemente.
Elizabeth Hargrave
È oggi una delle figure femminili più riconoscibili del board game design internazionale. Con Wingspan, pubblicato nel 2019 e vincitore del Kennerspiel des Jahres, ha imposto un nuovo immaginario nel gioco da tavolo contemporaneo, portando al centro natura, osservazione e meraviglia, e dimostrando come un tema inconsueto possa raggiungere un pubblico vastissimo senza rinunciare alla qualità progettuale.
Susan McKinley Ross
È la designer di Qwirkle, uno dei giochi family più riconoscibili e diffusi degli ultimi decenni. Premiato e ampiamente circolato a livello internazionale, Qwirkle ha saputo trasformare una struttura astratta e accessibile in un classico capace di parlare a pubblici molto diversi, testimoniando un successo non episodico, ma pienamente entrato nella cultura del gioco contemporaneo.
Peggy Chassenet
È una game designer francese che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra narrazione e gioco da tavolo contemporaneo. Il suo nome è legato soprattutto a T.I.M.E. Stories, creato con Manuel Rozoy e pubblicato da Space Cowboys nel 2015: un progetto che ha portato nel board game una forma inedita di avventura cooperativa, fatta di esplorazione, racconto e diramazioni temporali, con un forte impatto internazionale e numerose candidature ai premi.
Nikki Valens
È una delle figure più significative nel rinnovamento del gioco tematico contemporaneo. Il suo nome è legato soprattutto a Eldritch Horror, sviluppato insieme a Corey Konieczka per Fantasy Flight Games, un titolo che ha saputo trasformare l’eredità del grande gioco d’avventura lovecraftiano in un’esperienza più fluida e accessibile, senza sacrificarne ampiezza e atmosfera. Attorno al gioco, Valens ha poi firmato anche diverse estensioni dell’universo espanso.
Mary Flanagan
È una figura atipica e centrale nel rapporto tra game design, arte e ricerca. Designer, teorica e fondatrice del Tiltfactor Lab a Dartmouth, ha costruito un percorso che attraversa il gioco come pratica culturale, critica e sociale. Il suo gioco più celebre è Monarch, strategico leggero da tavolo pubblicato originariamente nel 2015 e diventato un punto di riferimento nel genere del tableau-building.
Rosaria Battiato
È una game designer italiana che negli ultimi anni ha contribuito a rinnovare il panorama del gioco da tavolo con uno sguardo attento alla forma, al ritmo e alla qualità dell’esperienza. Il suo nome è legato soprattutto a Bonsai, ideato con Massimo Borzì e Martino Chiacchiera e pubblicato da DV Games nel 2023, un titolo che trasforma l’arte della coltivazione in miniatura in un gioco di costruzione elegante, misurato e immediatamente riconoscibile.
Sophia Wagner
È una game designer tedesca che si è imposta all’attenzione internazionale molto presto, vincendo nel 2015 la Spiel des Jahres Fellowship, programma dedicato ai nuovi talenti del settore. Il suo nome è legato soprattutto a Noria, pubblicato nel 2017: un esordio ambizioso che ha introdotto un sistema di selezione delle azioni basato su ruote concentriche, capace di coniugare invenzione, strategia e identità visiva.